per raccontare di viaggi e miraggi in giro per il mondo









Dopo settimane di lontananza dalla scrittura, rompo il silenzio di cui mi ero circondata. Giustificati, il tacere prima e lo scrivere poi, da una frase di Paolo Rumiz che ho letto stamattina “Il narrare (insieme al cantare) nasce dall’andare. Forse il nostro mondo ha disimparato a raccontare semplicemente perché non viaggia più.”
Questo febbraio, ma più in generale quest’inverno dopo il Natale, è stato un periodo di stasi forzata. Ed ha mandato in letargo la voglia di raccontare, anche perché questo blog nasce ingirovagando e scrivere delle mie lune mi sembrerebbe un inutile e pleonastico autocelebrarsi.
Quella apparente isola felice rappresentata dal mio ufficio, si sposterà di 60 km verso la bolgia infernale milanese, ed in questo trasferimento sono crollati ecosistemi ed equilibri precari: gente se ne va, altra ne arriva, ed io per ora sono saltata a bordo attirata da un contratto a tempo indeterminato, tirandomi l’ancora sui piedi di una nuova mansione.
Sui rapporti nascenti nasce il dubbio di una veloce evaporazione, visto il surriscaldamento globale.
Settimane di scelte, domande, inviti e auguri. Ma di questo, che è un lungo viaggio, si parlerà un’altra volta.